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Perché l’extravergine pizzica in gola? Perché c’è l’oleocantale! — 2 commenti

    • I polifenoli, quindi anche l’oleocantale, così come altri principi attivi presenti nell’extravergine, non sono naturalmente presenti nelle molecole dell’olio (che di per sè è semplicemente un trigliceride, anche se nel caso dell’oliva e di qualche altro olio vegetale ha il grande merito di avere altissime percentuali di acidi grassi insaturi e polinsaturi, che concorrono ad esempio alla pulizia del nostro sistema cardiocircolatorio) ma bensì nella polpa del “frutto”, o meglio della drupa perché l’oliva è una drupa, e vengono “assorbiti” dall’olio nella fase di lavorazione.
      Ecco perché l’olio ottenuto dalle olive, cioè non da semi ma da drupe polpose, contengono alte percentuali di diversi polifenoli e antiossidanti. Ancor più alte sono queste percentuali in altri oli, quali olivastro e lentisco, che sono appunto anche loro oli di drupa e non di semi. Insomma la differenza sostanziale sta proprio nella presenza o meno di polpe.
      Nei semi, non avendo polpe, ovviamente questi principi attivi scarseggiano o sono del tutto assenti per la composizione stessa del seme. Dipende poi molto dalle diverse tipologie di olio di semi.
      Con questo non voglio denigrare gli oli di semi, molti dei quali sono anche essi ricchi di effetti benefici (basti pensare agli omega 3 di alcuni oli di semi) e se prodotti con standard elevati posso a loro volta apportare effetti positivi sul nostro organismo.

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