HomeAgriblogQuercia da sughero, regina della biodiversità meditteranea
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L'importanza della quercia da sughero.

Sapete chi sono i migliori custodi della biodiversità in Sardegna e nel bacino del mediterraneo? quercia sughero sardegna
Le sugherete, foreste presenti solo sull'isola e in altri 6 paesi. Si pensi che in un km quadrato di queste foreste si trovano almeno 150 diverse varietà vegetali, molte di queste endemiche o rare. Sono anche habitat ideale per centinaia di specie di animali, anche fra questi alcuni in pericolo di estinzione, come ad esempio i rarissimi ghiro e astore sardo, o la lince spagnola.
Avendo un'ottima resistenza agli incendi possiamo definire la quercia da sughero la motrice della rinascita e ricrescita del bosco dopo il passaggio del fuoco. Protegge con le sue chiome il terreno dal troppo caldo in estate e dalla brina in inverno, trattiene l'umidità e dona sostanza al riavvio della rigenerazione delle altre specie. Inoltre funge da efficace contrasto all'erosione dei terreni, che altrimenti, specialmente in seguito agli incendi, ma non solo, sarebbe devastante sulle nostre colline e montagne. È insomma uno dei maggiori concorrenti nella stabilità idrogeologica del nostro territorio.
Ma la sua funzione principale per noi esseri umani è sicuramente l'azione filtrante che opera sull'aria, ripulendola dalle impurità, dall'inquinamento che noi immettiamo nell'atmosfera. Questo suo filtrare l'aria, di cui trattiene l'anidride carbonica rilasciando ossigeno puro, viene addirittura decuplicato quando alla quercia viene estratto il sughero, che essendo composto per la maggior parte da carbonio obbliga la pianta, per la sua ricomposizione, ad assorbire un enorme quantità di co2.
Ancora va detto che, data la particolare conformazione a chiazze della chioma della quercia da sughero, permette che pascolo e sottobosco crescano rigogliosi perché non impedisce, al contrario della maggior parte degli alberi d'alto fusto, che passi la luce, tanta quanta ne serve alle altre specie della macchia mediterranea per crescere agevolmente. Quindi una sughereta dà modo all'uomo di poterla utilizzare anche per il pascolo del bestiame, ghiotto tra l'altro delle ghiande della sughera, o per poterne ricavare della legna, sia dalla sua potatura che dal rigoglioso sottobosco. Sottobosco che fornisce anche bacche preziose quali mirto, corbezzolo e lentisco.
Insomma le sugherete, se razionalizzate e curate con passione e dovizia, sono un potenziale terreno di sviluppo anche per altre attività dell'uomo, non solo sughero quindi.
Invece purtoppo si sta assistendo a un loro parziale degrado. Un abbandono neanche tanto lento che potrebbe a breve termine ridurre la loro superficie a causa delle cattive condizioni in cui versano.
sughero sardegna biodiversitàPerché questo? Perché nell'ultimo decennio il sughero si è deprezzato in maniera esponenziale, in taluni casi anche anche dell'80%, e ciò stasughero lavorazione comportando una minore cura e minori investimenti nella salvaguardia delle sugherete, soprattutto quelle più difficilmente accessibili e quelle la cui produzione di sughero non è di primissima qualità.
Purtroppo l'invasione dei tappi in plastica sta facendo venir meno la richiesta di sughero sul mercato e di conseguenza si sta assistendo a un graduale abbandono delle sugherete, il che, come sottolineato già da qualche anno anche dal Wwf, potrebbe comportarne il peggioramento qualitativo, il degrado e anche la decimazione e scomparsa, in breve tempo. Dopo millenni di utilizzo per i diversi usi, il sughero rischia di diventare un materiale inutile, il tutto solo per evidenti motivi economici. Invece bisognerebbe mettere sul piatto della bilancia anche tutti gli altri vantaggi, ecologici, paesaggistici, olistici...
sughero sugherificio tappiChe fare? Anzitutto scegliere sempre il sughero, nei settori in cui esso è utilizzato (dai tappi alle coibentazioni, dalle guarnizioni alle solette delle scarpe, etc.), al posto della plastica o di altri, inquinanti e poco naturali, derivati dalla petrolchimica. Questa è sicuramente la prima mossa che possiamo fare da singoli cittadini che tengono all'aria che respirano, alla bellezza del paesaggio e alla salvaguardia delle tante biodiversità mediterranee.
Ma anche servono urgenti pianificazioni che razionalizzino le sugherete, in verità da sempre sottostimate e mal gestite se non per la filiera di produzione sughericola. La quale si occupa solamente di tenere un po' in ordine, pulita ed accessibile (cioè un colposo minimo indispensabile) la foresta. Che è comunque già tanto, almeno per quanto concerne la difesa dagli incendi e il moderare l'avanzata di competitori vegetali nemici, come il leccio, ma anche rovi e rampicanti vari, che contrastano e uccidono le sugherete, ma che non apportano gli stessi benefici all'ambiente e alle specie vegetali e faunistiche. E neanche all'uomo.bosco sardegna mediterraneo
È indispensabile una presa di coscienza di chiunque possieda sugherete affinché si dia da fare per una loro buona manutenzione. Ciò è sicuramente a prima vista antieconomico, ecco perché è altresì necessaria una generale sensibilizzazione di chiunque tragga profitto da esse (cioè chiunque respiri in primis) perché diventi in qualunque modo sostegno per i proprietari, fortuiti gestori di un patrimonio pubblico presente e futuro, incentivandoli a non abbandonare questa indispensabile risorsa. Non sarebbe così difficile trovare soluzioni condivise e dovrebbe anzi essere una priorità, considerando che il bene più prezioso che se ne otterrebbe sarebbe un rafforzamento dell'equilibrio dell'ecosistema, la produzione di ossigeno e la valorizzazione territoriale e paesaggistica che le sugherete comportano.
Infine, ancora più urgente ed auspicabile, un intervento delle istituzioni che mettano a disposizione risorse, competenze e facilitazioni per chi vuole impegnarsi nel buon mantenimento dei nostri polmoni e dei nostri più completi giardini botanici e zoologici naturali.
Noi di Agricura facciamo, nel nostro piccolo, il meglio che possiamo, investendo parte delle nostre risorse nella cura della quercia da sughero e nel rendere produttive le nostre (sia di proprietà che non) sugherete. Ma ci rendiamo conto di non riuscire a fare quanto vorremmo. Non pensate sia giusto che ci diate una mano? Anche solo acquistando i nostri prodotti: più incassiamo più possiamo garantirvi maggiore impegno nella custodia della nostra biodiversità e nel nostro benessere ambientale e paesaggistico 😉

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Andrea Indinur Ghiani
Biodiversamente abile.
Capraro, frantoiano, sugheraio, geek, artigiano, selvicoltore, hiker, agricoltore, Linux fan...

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